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Ho considerato il BIDONE un aristocratico cassonetto per rifiuti: rifiuti molto particolari di un particolare operare necessario a CHI è interessato al nucleare e conseguente radioattività.
Vi è sempre una giustificazione alla necessità anche quando il rischio è immenso considerando di contro che solo pochi, nel complesso dell’Umanità intera, potranno usufruire di questa necessità e del suo UTILE (vedi l’ORO) che ancora una volta privilegerà in vari modi, i suddetti pochi.
Le scritte sul coperchio sono nelle tre lingue della Comunità Europea (francese, tedesco, inglese) alle quali ho aggiunto l’Italiano.
Elio Marchegiani

io ironicamente io

Questa mostra con il suo titolo vuole evidenziare ancora di più il mio “presuntuoso” fare per far pensare ed anche il mio pensiero che: l’Arte è una scienza esatta che ha avuto la fortuna di non esserlo, ma soprattutto è un omaggio, molto particolare, a chi, da tanto tempo, cerco di capire: Mr. Albert Einstein. Ho così deciso di dedicare questo mio ultimo fare a quel suo: “fuori la lingua”.

In fondo l’Arte è soltanto un linguaggio.

Elio Marchegiani, 2017

I ironically I

This show with its title wants to put even more into evidence my “presumptuous” make to make think as well as my thought: Art is an exact science that was lucky enough not to be one, but it is above all a – very particular – homage to him whom for a long time I have been trying to understand: Mr. Albert Einstein. Thus I decided to dedicate my last make to his: “tongue out”.

After all, Art is only a language.

Elio Marchegiani, 2017

Homo ludens e magister ludi di Ingrid Schraffl ITA

Partendo dall’osservazione dell’artista al lavoro prevale l’atteggiamento ludico: è un homo ludens, un uomo che gioca. Tuttavia non gioca un gioco meramente liberatorio, fine a se stesso, bensì un gioco caratterizzato da una forte componente cognitiva, connessa a una sottostante filosofia vitale che si esprime in forma di pensiero concreto ed emozionato. Nella Roma antica la scuola era detta ludus, gioco, al pari dei giochi infantili, degli spettacoli circensi; il maestro era detto magister ludi. Evidentemente gli antichi romani avevano una concezione della scuola legata al gioco, ossia avevano intuito che il gioco è una componente fondamentale nell’apprendimento. Marchegiani gioca con tutto un mondo di cose di cui piega il significato ai fini espressivi intrinseci alla sua progettualità, ricorrendo a tutto lo spettro attinente al ludico: dal fantasioso allo scherzoso, al comico, all’umoristico, all’ironico e persino al sarcastico. Accedendo al mondo del gioco, ci si addentra in un “mondo intermedio” caratterizzato da un’illusione consapevole, per cui il rapporto con gli oggetti implica una “sospensione temporanea del mondo usuale”. Tra le più disparate classificazioni del gioco, varie tipologie si prestano ad essere sovrapposte alle creazioni di Marchegiani, soprattutto quella del gioco simbolico. Nelle opere di Marchegiani l’elemento ludico ricorre più frequentemente nella forma della trasformazione di oggetti, lo spettatore è per così dire invitato a “giocare” con l’opera stessa. La giocosità è strettamente imparentata al senso dell’umorismo e della sottile ironia, che stanno addosso a Marchegiani come un vestito fatto su misura.

Da Elio Marchegiani, Homo ludens e magister ludi di Ingrid Schraffl

Homo ludens e magister ludi di Ingrid Schraffl ENG

Starting from the observation of the artist at work, what prevails is his playful attitude: he is a homo ludens, a man who plays. However, he does not play a merely liberating game, as an end in itself, but rather a game characterized by a strong cognitive component, linked to an underlying vital philosophy expressed in the form of concrete and emotional thought. In ancient Rome, school was named ludus, i.e. play, in the same way as children’s plays and circus performances; the master was called magister ludi. Evidently, ancient Romans had a conception of school associated to play, which means that they had sensed that play is a fundamental component in learning processes. Marchegiani plays with a whole world of things whose meanings he bends to the expressive goals intrinsic in his design, by having recourse to the whole spectrum relevant to the ludic: from the fanciful to the jocular, comic, humoristic, ironic and even sarcastic. When accessing the world of play, one enters an “intermediate world”[1] characterized by a conscious illusion; that is why the relationship with objects implies a “temporary suspension of the customary world”. Among the most disparate classifications of play, different typologies are suited to match Marchegiani’s creations, manly the one of symbolic play. In Marchegiani’s works the ludic element occurs more frequently in the form of transformation of objects, the viewer is so to say invited to “play” with the artwork itself. Jocosity is closely related to the sense of humour ad subtle irony that sit well on Marchegiani like a custom-tailored suit.

From: Elio Marchegiani, homo ludens and magister ludi by Ingrid Schraffl