Biografia

Nasce a Siracusa nel 1929 da genitori siciliani. Nel 1934 è a Livorno con la famiglia dove trascorre l’infanzia e la giovinezza. Inizia a dipingere da autodidatta. Per tradizione famigliare compie studi classici e si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa. L’incontro con Mario Nigro, gli fa decidere la strada da percorrere. Inizia ad organizzare mostre ed incontri culturali, ma è la conoscenza e l’amicizia con Gianni Bertini che gli suggerisce di lasciare la provincia per l’avventura artistica a Parigi, Milano, Roma, Bologna. In queste città eleggerà poi le sue residenze preferendo, nel periodo estivo, lo studio nell’isola di Favignana. Da diversi anni lo troviamo  a Pianoro vecchio, una zona residenziale di collina, sulla Via Toscana,  che porta al passo della Futa e, nell’estate, lo studio a Misano Adriatico e nell’isola di Ischia.

1950-1980

Nel ’57, ’58, ‘59 è invitato al Premio Modigliani. E’ nel 1958 la sua prima personale alla Galleria Giraldi di Livorno. Nel ’59 partecipa all’8° Quadriennale di Roma. A Firenze fa parte del “Gruppo 70″, iniziando una solidale amicizia con Giuseppe Chiari. L’attenzione a Leonardo, Giacomo Balla, Marcel Duchamp e Lucio Fontana ed ai legami fra scienza ed immagine costituiscono la base del suo futuro lavoro che, negli anni sessanta, sarà gestito da Guido Le Noci della Galleria Apollinaire a Milano e da Gaspero del Corso della Galleria L’Obelisco di Roma. Nel 1968 invitato alla VI° Biennale Repubblica di San Marino, sul tema “Nuovi materiali nuove tecniche” vince la Medaglia d’Oro del Premio A.I.C.A. (Associazione Internazionale Critici d’Arte presieduta da Giulio Carlo Argan) Nel 1968 è alla Biennale di Venezia con la ricostruzione di “Feu d’artifice” e i fiori futuristi ed altre opere lasciate da Giacomo Balla incompiute con la scritta: “Ricostruiteli con i materiali della vostra epoca”.  Dal 1969 è titolare della cattedra “Tecnologia dei materiali e ricerche di laboratorio” all’Accademia di Belle Arti di Urbino, successivamente sarà nominato alla cattedra di “Pittura”. Dirigerà la stessa Accademia dal 1983 al 1988.

Dopo la ricerca sul movimento e la luce e la ricostruzione di Feu d’Artifice di Giacomo Balla   l’idea di “tecnologia come poesia” lo porta ad un’analisi ancora più attenta del suo lavoro con opere ed ambientazioni. Prende a frequentare matematici e scienziati, traendo nuovi spunti di approfondimento del proprio fare dichiarando che L’Arte è una scienza esatta che ha avuto la fortuna di non esserlo: vedi la mostra “Le Mosche” 1969 (con Giorgio Celli   e Bruno D’Amore) che trent’anni dopo, nel ’99, sarà rivisitata al Museée Reattu di Arles per la mostra “Dards D’Art Mouches”; vedi anche “Cultura è energia” 1971 (con Pierre Restany e Giorgio Cortenova).

La serie delle “Gomme”, destinate a morire nel tempo, (eseguite tra il ’71 e il ’73) portate anche alla Biennale di Venezia del 1972 con la ricostruzione in scala del campanile di San Marco, precede il periodo in cui si dedicherà alle “Grammature di colore” e alle ricerche sui supporti (Intonaco, Lavagna, Pelle, Pergamena esposte allo Studio Sant’Andrea di Milano da Gianfranco Bellora col quale avrà un lungo sodalizio).

Le “Grammature di colore” sintesi astratto geometrica dell’affresco italiano, restano un costante riferimento di ricerca che considera obbligatorio nel suo fare per far pensare. Una “Grammatura di colore” è attualmente esposta nella Collezione Arte Contemporanea Italiana alla Farnesina (Ministero degli Esteri, Roma); due Grammature di colore (su intonaco e su lavagna) sono esposte alla GNAM di Roma, nella sala del ‘900, ed ancora al “Museo del 900” ed al “Cantiere del ‘900” Gallerie d’Italia a Milano. “La grande scacchiera”1976, è in permanenza alla BAG Bocconi Art Gallery di Milano.

1980-2010

A Parigi alla FIAC ’85 a ’86 riceve una committenza franco-americana con installazioni definitive a Parigi nella Il Saint Louis, al Castello di Blois sulla Loira e successivamente a New York e San Francisco.

Nel 1986 Giorgio Celli lo invita alla Biennale di Venezia “Sezione Biologia”.
Nel 1997 partecipa alla mostra “Dadaismo Dadaismi – da Duchamp a Warhol – 300 capolavori” a Palazzo Forti di Verona, con l’opera “Deus ex machina, 1965″ invitato dal curatore Giorgio Cortenova.
Nel 1998 il Comune di Livorno, nello spazio del Museo Fattori, gli dedica un’ampia antologica che comprende le opere più significative dei diversi periodi della sua ricerca artistica con la pubblicazione di un catalogo dal titolo “Fare per far pensare”, logos, ormai da tempo, del suo lavoro.

 Nel 2001 il Museo Teatrale alla Scala lo invita con la sua ricostruzione di “Feu d’artifice” di Giacomo Balla, che aveva riportata in grandezza originale per la mostra “Sipario” al Castello di Rivoli nel ’97, esposta anche nel 2005 al MART di Rovereto nella mostra “La danza delle Avanguardie” ed anche a Palazzo Reale di Milano nel 2009 nella mostra “Futurismo 1909-2009 – Velocità+arte+azione”.

Presente al Ministero degli Affari Esteri, nella “Collezione di artisti del XX Secolo alla Farnesina” a cura di Maurizio Calvesi, nel 2007-08, sempre che con una “Grammatura di colore” lo invita al “Viaggio nell’arte italiana – cento opere dalla Collezione Farnesina” mostra itinerante nell’Europa Orientale e nell’America Latina. Nel 2004 alla Mole Vanvitelliana di Ancona partecipa alla mostra “Riflessi nell’arte” ed al XXI Premio Sulmona, invitato da Giorgio di Genova, riceve il Primo Premio.

Nel marzo 2007 una mostra antologica alla Pinacoteca di Marsala nel Convento del Carmine, sede dell’Ente Mostra Nazionale di Pittura Contemporanea con la presentazione di Sergio Troisi e la pubblicazione del volume “Linee di produzione 1957-2007″ a cura di Carola Pandolfo Marchegiani, edizione Carte Segrete, Roma.

2010-Oggi

Nei mesi di luglio, agosto, settembre del 2010 la mostra antologica alla Torre di Guevara di Ischia con presentazione in catalogo di Massimo Bignardi, edito da Le Rive di Cartaromana.

Nel gennaio 2012 e 2013 la Galleria Allegra Ravizza Art Projet di Milano allestisce l’esposizione di opere storiche a partire da un progetto del 1971 “La cultura è energia”, una mostra in 5 azioni tenutasi alla Galleria Apollinaire di Milano con Pierre Restany. La cura è di Marco Meneguzzo che in una intervista televisiva dice: “Marchegiani è il futuro fatto in casa”.
A Milano, nel 2012, espone alla Gallerie d’Italia di Piazza Scala nella mostra “Cantieri del 900” collezione Intesa San Paolo a cura di Francesco Tedeschi, catalogo Skira. Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, nel marzo 2012, partecipa con l’opera “Helios” 1966, ad “Arte Programmata e cinetica anni ‘60 e ’70”a cura di Giovanni Granzotto e Mariastella Margozzi. Il 2013 ha inizio con la personale “Transcultura” alla Galleria Comunale di Arezzo a cura di Fabio Migliorati, contemporaneamente alla Fabbriche Chiaramontane di Agrigento la personale “Homemade Future” a cura di Marco Meneguzzo con catalogo Silvana Editoriale. In aprile, alla Galleria Valmore di Vicenza, “La linea analitica dell’arte”. Sempre in aprile, con la Donazione Spagna Bellora entra a far parte del Museo del Novecento di Milano con una “Grammatura di colore-supporto intonaco, 1977”, in catalogo Silvana Editoriale. Sandro Parmiggiani lo invita a “Novanta artisti per una bandiera” che vengono esposti a Reggio Emilia, Chiostri di San Domenico; Modena, Accademia Militare; Roma, Complesso Vittoriano; Torino, Palazzo dell’Arsenale. Catalogo Corsiero Editore

Nel 2014 viene installata in permanenza “La grande Scacchiera – partita a scacchi con Duchamp” 1976 (1500×300 cm) alla BAG Bocconi Art Gallery, Milano. Partecipa alla mostra “L’orlando Furioso – L’Arte contemporanea legge l’Ariosto” a cura di Sandro Parmiggiani con catalogo Silvana Editoriale
In aprile-giugno 2014: Un “pezzo” di mia vecchia storia…e poca attualità (testo autobiografico) la mostra personale alla Rocca Roveresca di Senigallia.

Nel gennaio 2015 a Legnago, Ferrarin Arte, la mostra “Moderna Magna Grecia” a cura di Giorgio Bonomi e Francesco Tedeschi.
A Milano, da Primo Marella Gallery, la mostra “Pittura Analitica Ieri e Oggi” Parte I (1970-1980) giugno-settembre 2015 / Parte II (2000-2015) settembre-ottobre 2015, a cura di Alberto Fiz, catalogo Silvana Editoriale. A Lugano, alla Primae Noctis Art Gallery la mostra “Pittura analitica Ieri e Oggi” per la prima volta in Svizzera, novembre 2015-gennaio 2016, a cura di Alberto Fiz, catalogo Silvana Editoriale
Ad ArteFiera di Bologna 2016, da Primo Marella Gallery di Milano: solo show Elio Marchegiani “fare per far pensare”.

A Londra nel maggio 2016 da Mazzoleni Art la mostra “Pittura analitica – Then and now” a cura di Alberto Fiz. Nel marzo 2017 nella Galleria di Torino la stessa mostra sempre curata da Alberto Fiz con catalogo edito per la mostra di Londra da Silvana Editoriale
Nel marzo 2017 a Milano da Primo Marella Gallery, la personale “io ironicamente io” (testo autobiografico) e testo “Io, Elio e il furto delle Grammature” di Alberto Fiz, Primo Marella Gallery, Milano.
A maggio 2017 a Nardò la mostra “A lungo potrei scrivere…” testo di Toti Carpentieri alla Galleria L’Osanna, e Soffio del mio vento alla Casa Natale di Raffaello a Urbino, testo introduttivo “Dove comincia la libertà” di Umberto Palestini, curatore della mostra. Editore B.art- i quaderni de l’arca, 2017.

Dalla fine del secolo ad oggi, la sua attività è rivolta ad opere tridimensionali ed ambientali, ed al suo “Fare per far pensare” dedito ad un’attenzione al mondo esterno, nella costante convinzione che l’artista debba raccontare anche la propria epoca. La monografia “Linee di produzione” Edizioni Carte Segrete, Roma (545 pagine) del 2007, eseguita con preziosa cura da Carola Pandolfo Marchegiani, racchiude 50 anni di vita ed attività dell’artista.
Il libro “perché” edito da Primo Marella Gallery, 2016, contiene nel “perché” di Marchegiani i motivi del suo operare: il considerare dell’artista l’arte un umano linguaggio nella funzione comunicativa, ma anche non ripetitiva, né stantia, né anacronistica. Uno sguardo costante al di fuori dello studio con rari periodi di ripetizione d’opera (vedi “grammature” 1973-1979) e, come dice Alberto Fiz: “Ogni opera di Marchegiani, contiene tutte le precedenti in una sola moltitudine, il work in progress prosegue da sessant’anni senza sosta nella circolarità di un pensiero ribelle, pronto, ogni volta, a sfidare le nostre certezze e le nostre frustrazioni perbeniste”.
Sue opere si trovano in molte collezioni private in Italia e all’Estero.

Collezioni pubbliche: Pinacoteca Civica, Alessandria /Pinacoteca Comunale, Ancona /Museo Municipale “Bait Shalomon Asch”, Bat Yam (Israele) / Museum, Bagheria / Museo Benaki, Atene (Grecia) / MAMbo, Bologna / Museion, Bolzano / Kunstmuseum Bonn, Bonn (D) /Pinacoteca Comunale, Capo D’Orlando /Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Castel San Pietro Terme / / Museo MAGA, Gallarate / Museo Civico e Scuola Elementare, Gibellina / Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum, Graz (A) / ZKM Zentrum Kunst und Medientechnologie, Karlsruhe (D) / Museo d’arte moderna CAMeC, La Spezia / Museo Civico G.Fattori, Livorno / Pinacoteca Comunale, Macerata / Pinacoteca Comunale, Marsala / Gaallerie d’Italia Collezione Banca Intesa, Milano / BAG Bocconi Art Gallery, Milano / Museo Nazionale del Novecento, Milano / Museo d’Arte Contemporanea del ‘900, Monsummano Terme / CSAC Galleria Nazionale di Parma / MoRe Museum di Parma / Piazza Salvo D’Acquisto, Pianoro / Magi ‘900, Museo d’Arte delle Generazioni Italiane del ‘900, Pieve di Cento / Museo del Parco, Centro internazionale di scultura all’aperto, Portofino / Ambasciata d’Italia, Repubblica di San Marino / GNAM Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, Roma / Unità Collezione Farnesina, Ministero degli affari Esteri, Roma / Raccolta grafica della Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte, Siena / Galleria del Premio, Sulmona / Kunstmuseum Stuttgart, Stuttgart (D) / Galleria civica d’arte moderna e contemporanea, Torino / Fuji International Art Gallery, Tokio (Giappone) / MART, Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto / Collezioni Museali Scaligere, Verona e Fondazione VAF